LE
DONNE E L’ARTE:
DA OGGETTO A SOGGETTO
Dal
Rinascimento in poi le donne che volevano praticare il mestiere di
artista non potevano né frequentare le accademie né le botteghe
degli artisti: la strada per loro era quindi preclusa. Le eccezioni
riguardavano figlie o parenti di artisti affermati e influenti che le
“raccomandavano” tra mille pregiudizi: in tutti i modi non
potevano avere committenze dirette e quindi vendere opere, non
potevano affrontare certe tematiche come soggetti storici e men che
meno nudi maschili.
Alcune
donne pittrici diventate comunque famose, dal Rinascimento in poi,
sono
- Sofonisba Anguissola (‘500): il padre la sponsorizza e lei opera addirittura alla corte spagnola, è ammirata e celebrata dai suoi contemporanei
- Lavinia Fontana (fine ‘500, inizi ‘600): anche lei raccomandata dal padre pittore, diventa una celebre ritrattista
- Artemisia Gentileschi (‘600): figlia del famoso Orazio, seguace di Caravaggio, emulò il padre e quindi lo stile caravaggesco; divenne purtroppo famosa anche per lo stupro da parte di un pittore rivale del padre, oltre che per le sue indubbie capacità tecniche
- Rosalba Carriera (prima metà del ‘700): divenne ritrattista ufficiale dell’aristocrazia veneziana e degli stranieri illustri arrivati con il Grand Tour in visita alla città. Riscosse enorme successo anche nelle corti europee tanto che dovette avvalersi di numerosi aiuti in bottega per far fronte alle molteplici committenze
- Berthe Morisot (seconda metà dell’800): in un’epoca in cui era ancora inusuale ambire a diventare pittrice, la donna riesce a esporre con gli Impressionisti nella Parigi di fine secolo, ricevendo però critiche ancora più impietose dei colleghi maschi diventati poi celebri
- Camille Claudel (fine’800, inizi ‘900): in un periodo in cui la scultura era ancora roba per soli uomini lei riesce a frequentare un’accademia a Parigi e ad entrare come modella e apprendista nello studio del celebre Auguste Rodin del quale diventerà musa, assistente e amante. Autrice di sculture emozionanti, dopo la rottura del rapporto con Rodin, soffrì di disturbi nervosi e crisi persecutorie per i quali l’arcigna madre la internò in manicomio, rifiutandone l’accoglienza in casa anche dopo che i medici la ritennero guarita. Morì dopo trent’anni di assurda “reclusione”.
Nel
Novecento l’emancipazione artistica femminile è ormai un dato di
fatto a partire dall’ icona messicana Frida Khalo e
dall’altrettanto celebre pittrice polacca Tamara de Lempicka. Per
tutto il secolo si sono susseguite tante figure importanti e oggi
l’arte contemporanea è una “questione” che esula dal sesso
dell’artista.
La
drammatica storia di Camille Claudel è narrata in un film del 1988
“Camille Claudel” con Isabelle Adjani e Gérard Depardieu e in un
altro del 2012 “Camille Claudel 1915” con Juliette Binoche.
Esiste
anche un lungometraggio “Berthe Morisot” del 2013 con Marine
Delterme e diversi documentari e film su Artemisia Gentileschi
incentrati soprattutto sul processo per lo stupro ai suoi danni da
parte del pittore Agostino Tassi
Sofonisba
Anguissola: Partita a scacchi
Lavinia
Fontana: Ritratto di Antonietta Gonzalez
Artemisia
Gentileschi: Giuditta e Oloferne
Camille
Claudel: L’abbandono (particolare)
LE
DONNE E L'ARTE di Giacomo Viggiano
Nei
secoli l'arte è sempre stata l'onnipresente testimone
dell'evoluzione umana.
Mentre
l'uomo muta e progredisce, l'arte è lo specchio che riflette in
maniera inequivocabile il trascorrere dei tempi.
Le
prime forme artistiche, raffiguranti le nostre mani sui muri delle
caverne, sono state via via sostituite da imponenti e mirabolanti
edifici , da creazioni sublimi di statue dalle fattezze umane e da
dipinti carichi di forza espressiva e psicologica.
Ma
sappiamo bene che l'arte non è solo architettura , pittura o
scultura .
Sebbene
io intenda soffermarmi maggiormente su queste ultime forme espressive
, non bisogna mai scordare che l'uomo ha ampliato la propria
creatività tramite altre forme artistiche, le quali esprimono
comunque in maniera efficace e intensa il proprio umano sentire . Mi
riferisco, ad esempio, alla fotografia , al cinema , alla danza e
alla musica .
Sebbene
l'arte sia da sempre un mezzo di coesione universale nella storia
dell'umanità , essa è stata sovente soggetta a pesanti limiti
imposti dalla società . Spesso , mossi da ignoranza e da sciocchi
pregiudizi , gli uomini hanno impedito a chi era considerato
diverso, per sesso , etnia o ceto sociale, di affermarsi come
artista nella pienezza della propria libertà creativa , arrivando
talvolta a vietare la possibilità di manifestare le proprie
personali attitudini.
Le
donne sono, purtroppo, da sempre state circoscritte entro questa
condizione di proibizione artistica , lottando spesso per uscire da
una circostanza di subordine , pennellata dopo pennellata , statua
dopo statua ...
Riassume
bene , purtroppo , la mentalità dell'epoca l'aforisma di Adolf
Hitler : “Una
donna deve essere una piccola cosa carina, carezzevole , ingenua ,
tenera , dolce e stupida” . Questa climax , pronunciata da uno
degli uomini più folli della storia , ci permette di capire come ,
ancora nella metà del 1900, la donna avesse un ruolo infinitamente
limitato nella società del suo tempo.
Oggi,
finalmente in epoca di parità di diritti, intuiamo facilmente il
motivo per cui alle donne venne allora proibito di partecipare alle
attività artistiche : l'uomo anelava una donna bella ma priva di
qualsiasi personale aspirazione intellettuale. Anzi, la donna non
doveva possedere ideale alcuno. L'arte era quindi una minaccia forte
all'ideale misogino in cui la donna venne relegata: poiché l'arte
eleva mentalmente e spiritualmente una persona, rappresentava un modo
straordinario per far emergere il genere femminile dal recinto di
ignoranza e sottomissione che l'uomo ha radicato nei secoli intorno
alla donna .
Vi
sono state comunque donne che , per coraggio , fortuna o condizione
sociale sono riuscite a mettere in atto le loro capacità di artiste
.
Alcuni
esempi di queste figure femminili sono storie di coraggio,
successo, intuizione e genialità artistica.
Normalmente
per una donna era a dir poco impossibile imparare a padroneggiare
qualsiasi forma d'arte in un'accademia o in una bottega ( queste
infatti erano gli unici luoghi per imparare a dipingere o scolpire ,
naturalmente da un pittore già affermato o conosciuto ) e quindi ,
salvo alcuni casi in età moderna , possiamo solo immaginare la
bravura e la caparbietà che esse hanno dimostrato imparando
praticamente da autodidatte tecniche e stili che gli erano
universalmente preclusi.
Con
questo discorso non è mia intenzione confrontare l'artista maschile
da quello femminile: la mia riflessione vuole infatti essere un
riconoscimento delle abilità artistiche delle donne in particolare,
ma vuole anche esprimere la mia personale visione secondo la quale
la vera opera d'arte consiste in una coesione armoniosa di elementi
femminili e maschili, che nell'atto creativo si fondono alla pari in
un confronto che non bada alle differenze tra sessi , alla forza
muscolare o alle capacità intellettive , ma dalla simbiosi tra anima
e ragione.
LE
DONNE ARTISTE
Sofonisba
Anguissola ( Cremona , 1532 – Palermo 1625 )
Nobildonna
di origini cremonesi , è uno dei primissimi esempi di donna pittrice
. Prima di lei sono incerte le fonti che rivelano di altre pittrici,
soprattutto famose e affermate.
Sofonisba
, che ereditò il gusto per la buona pittura da suo padre , raggiunse
un livello talmente alto di abilità pittorica da ottenere i
complimenti di Caravaggio , il quale la definì “ pittrice assai
talentuosa “.
Ritrattista
ufficiale della famiglia reale spagnola , questa incredibile artista
ha distrutto lo status quo dell'epoca sulla concezione di incapacità
delle donne nel dipingere. I suoi soggetti sono dipinti in maniera
realistica e , spesso , sono ritratti durante scene di vita
quotidiana ( le sorelle della pittrice che giocano a scacchi e il
fanciullo morso da un granchio ne sono esempi ).
Poco
prima della sua morte , nella città di Palermo , la pittrice verrà
ritratta dal celebre pittore fiammingo Anton Van Dick che , come
Caravaggio , ebbe modo di lodare le doti artistiche della donna .
Artemisia
Gentileschi ( Roma , 1593 – Napoli , 1653 )
Figlia
dell'allievo del Caravaggio , Orazio Gentileschi , questa pittrice è
, per le sue abilità artistiche e per la sua intricata vita , una
delle più famose pittrici dell'epoca.
Per
la limpidezza delle tele e il notevole pathos espresso dai soggetti
nelle sue tele , questa pittrice dimostra un'incredibile capacità
artistico-espressiva.
Purtroppo
la sua vita non è mai stata facile: fu infatti vittima di uno
stupro da parte Agostino Tassi , pittore contemporaneo e “amico”
della famiglia Gentileschi .
A
questo evento seguì un processo giudiziario che vide vincitrice la
donna . Il riconoscimento non fu però ottenuto facilmente: durante
il processo, infatti, venne torturata e costantemente sottoposta a
sevizie fisiche ( procedura purtroppo molto diffusa all'epoca per
“assicurarsi” che la donna accusatrice dicesse sempre il vero ).
La
sua straordinaria vicenda umana e giudiziaria fu una dei primi passi
affrontati dalle donne verso il riconoscimento dei propri diritti.
In
seguito ad un esilio volontario, per tutta la sua vita vago'
attraverso la nostra penisola alla ricerca di soggetti nuovi per i
suoi dipinti e di una vita dignitosa che fu anche il principale filo
conduttore di tutte le sue opere.
Camille
Claudel ( Ferè-En-Tardenois
,1864 – Montfavet , 1943
)
Camille
Claudel è stata una scultrice francese . Dopo aver frequentato
l'accademia d'arte Colarossi a Parigi , riscosse inizialmente un
discreto successo con una mostra sulle sue prime opere al Salon dove
incontrò l'uomo che fu fonte della sua ispirazione , passione e
tormento: Auguste Rodin . Sebbene tra i due vi fosse una
considerevole differenza d'età ( Rodin aveva 42 anni quando incontrò
per la prima volta Claudel al Salon ) , insieme condivisero tanta
parte della loro esistenza umana ed artistica ( Rodin infatti aveva
già avuto un figlio da un altra donna e , sebbene amasse molto
Camille
,
non intraprese mai un rapporto fisso con lei ).
Si
pensa che la fine della relazione con Rodin sia stata la principale
causa del decadimento psicologico di Camille e della sua permanenza
in un istituto psichiatrico . Si racconta inoltre che la donna ,
spesso in preda ad attacchi di isteria , distrusse gran parte delle
sue stesse opere. Rimane comunque un mistero certificare la
veridicità di questi fatti poiché , secondo altre fonti
,
sarebbe stata la madre , arcigna e cattiva nei confronti di Camille ,
a internarla in un manicomio con la scusa di una finta follia .
Le
sue opere sono la cartina tornasole di una vita e di un'anima. Da
ogni scultura traspare infatti un'emozione , uno stato interiore, un
momento di passione. E il suo lavoro diventa un martello che si
abbatte contro il muro dell'ignoranza maschile , una chiave che apre
l'arrugginito lucchetto della misoginia , l'ennesima prova del
coraggio delle donne .
Frida
Kahlo ( Coyoacan , 1907 – Coyoacan 1954 )
Esponente
del surrealismo messicano , ha avuto la fortuna di nascere in un
periodo storico più tollerante verso le donne artiste ( sostengo che
in un certo senso la fortuna l'abbiamo avuta noi ).
Frida
si è dimostrata essere una donna determinata e sempre coerente con
le sue idee , siano esse politiche , etico/morali o artistiche .
La
sua vita rimase segnata da un terribile incidente avvenuto su un
autobus di linea . Frida era di ritorno da scuola e , dopo che
l'autobus si schiantò contro un tram , la donna riportò danni gravi
al femore , costole , gamba sinistra , piede , spalla sinistra e
addirittura alla vagina .
Da
allora Frida subì 32 interventi di ricostruzione ossea o di
riassestamento e per la maggior parte della sua vita fu costretta a
portare busti in gesso o protesi per la postura .
I
genitori però , nonostante la situazione critica della figlia , non
smisero mai di sostenere con ogni mezzo Frida e , per tutto il tempo
in cui la ragazza dovette stare a letto immobile , la spronarono a
dipingere , installando uno specchio per autoritrarsi e una struttura
speciale per dipingere da coricata.
Frida
ebbe un'intensa relazione con il celebre pittore Diego Rivera e ,
nonostante si trattasse di una relazione aperta , l'artista fu
coinvolta in un amore assai profondo nei confronti del pittore.
La
sua è un'arte esotica e vivace . Con le sue tele, e soprattutto
negli autoritratti, Frida seppe valorizzare la donna non tanto nella
perfezione della sua fisicità corporea quanto piuttosto nella
sensualità femminile che riuscì ad accentuare tramite l'utilizzo di
colori “tropicali”, sempre filtrati da una straordinaria quanto
austera sensibilità. Il messaggio dell'imperfezione fisica femminile
è spesso protagonista nei suoi dipinti, ed emerge dalla
rappresentazione di alcune parti del proprio corpo spesso accentuate
, come ad esempio le sopracciglia folte e scure o i baffetti . Frida
utilizza il suo corpo per comunicare e, d'altro canto, chi meglio di
lei può dare valore all'estetica femminile ? L'esperienza drammatica
del proprio vissuto viene sublimata attraverso l'arte e diventa
l'acclamazione lirica del corpo femminile.
Spero
di essere riuscito a fare emergere, con queste brevi riflessioni, la
mia ammirazione e rispetto per le donne, per la loro straordinaria
lotta per affermare la propria diversità e manifestare finalmente
senza timori ciò che le rende uniche e irripetibili agli occhi di
ogni uomo.
L'arte
è la finestra che si spalanca sull'anima delle donne e che permette
a noi uomini di intuire e rispettare la loro complessa vastità.
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